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igiene orale

Igiene Orale Dentale

importanti premesse sull'igiene orale e dei denti

La carie dentale e le malattie delle gengive sono causate dai batteri che formano una patina biancastra, detta placca, sulla superficie dei denti e delle protesi.
Alcuni tipi di batteri, in assenza di una corretta igiene orale dentale, trasformano gli zuccheri contenuti negli alimenti in acidi, che demineralizzano lo smalto. Se gli acidi agiscono a lungo sui denti, nello smalto si formano delle cavità (carie). Inoltre, in presenza di cattiva igiene orale dentale, i batteri presenti nella placca possono infiammare le gengive e si parla allora di gengivite.
In questo caso la gengiva diventa rossa, gonfia e sanguina facilmente. Se l'igiene orale e dentale non viene migliorata e la gengivite non viene curata, anche i tessuti di sostegno dei denti possono infiammarsi e si ha una parodondite. Tali processi infiammatori distruggono gradualmente i tessuti di sostegno e l’osso alveolare. Se una parodontite non viene curata, il dente s indebolisce e rischia di cadere.

La carie dentale e le malattie delle gengive sono evitabili, basta seguire le misure base:

  1. Avere un’igiene orale regolare: Lavare i denti almeno due volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti principali e con lo spazzolino elettrico e l'idropulsore. In questo modo si rimuovono i resti di cibo e, soprattutto, la placca.
  2. Usare i fluoruri:  I dentifrici, i gel e i collutorio orali contenenti fluoro sono indispensabili per prevenire la formazione della carie. I fluoruri favoriscono la rimineralizzazione dello smalto decalcificato e aumentano la resistenza dello smalto agli acidi.
  3. Curare l’alimentazione:  Preferire i cibi senza zucchero ed evitare di consumare dolciumi tra un pasto e l’altro.
  4. Sottoporsi regolarmente a controlli: Per riconoscere e poter curare per tempo eventuali problemi, consultare regolarmente un medico dentista o un’igienista dentale per effettuare un igiene orale dentale professionale.

Che conseguenze provoca trascurare i denti

Igiene orale dentale: segnali d’allarme importanti

L’igiene orale quotidiana permette di controllare regolarmente lo stato delle mucose e individuare eventuali alterazioni. Le affezioni delle mucose sono spesso dovute a una cattiva igiene orale dentale.
Molte malattie possono manifestarsi anche nel cavo orale: riconoscendo tempestivamente eventuali alterazioni, è possibile evitare un peggioramento o addirittura prevenire la formazione di un tumore delle mucose orali.
Qualsiasi alterazione delle mucose orali va presa sul serio, ma per avere una diagnosi precisa occorre assolutamente consultare un medico dentista o un medico.

Durante l’igiene orale prestare quindi attenzione ai seguenti punti:

  1. Sanguinamenti o gonfiori delle mucose o delle gengive.
  2. Punti di pressione biancastri e dolorosi sulle creste alveolari o nei vestiboli causati, ad esempio, dalla protesi.
  3. Colorazioni bianche, blu, nere e brune sulle mucose, sulle gengive o sulla pelle
  4. Bocca secca con conseguente particolare predisposizione alla carie e alle malattie delle gengive.
  5. Lingua liscia, rossa e lucida (il che potrebbe indicare una carenza di vitamine).
  6. Depositi bianchi o rossi sulle mucose (il che potrebbe indicare la presenza di funghi).
  7. Escrescenze biancastre nella cavità orale (che potrebbero indicare una leucoplachia, ossia potenzialmente uno stadio precoce di un tumore).

I rischi per lo stato di salute generale


Le malattie del parodonto, l’apparato di sostegno dei denti, e alcune malattie generali possono influenzarsi a vicenda. Di conseguenza, oltre a mantenere sani denti e gengive, una buona igiene orale previene anche altre complicazioni. Se una lesione cariosa o una parodontite non vengono curate, possono formarsi dei focolai d’infezione cronica all’apice delle radici o nelle tasche gengivali. Attraverso la circolazione sanguigna, i batteri possono essere trasportati da questi focolai d’infezione in vari organi del corpo, come
il cuore e le articolazioni, e provocare gravi malattie, come l’endocardite e l’artrite reumatica.
Attraverso le vie respiratorie, gli agenti patogeni della parodontite possono provocare malattie polmonari acute e croniche, come la polmonite.
La carie e la parodontite possono inoltre provocare dolori, ascessi o altre infezioni nelle zone circostanti. Da alcuni studi risulta che la parodontite aumenta notevolmente il rischio di problemi cardiocircolatori.
Da tempo si è a conoscenza della correlazione tra diabete e parodontite. Da un lato, un diabete mal compensato può far insorgere una parodontite  perché una glicemia elevata favorisce i processi infiammatori. Dall’altro, la parodontite influisce sul diabete perché in caso di infiammazioni diminuisce l’assorbimento di glucosio mediato dall’insulina.
Diversi medicinali, in particolare quelli per il trattamento dell’ipertensione o per curare i pazienti che hanno subito un trapianto, possono provocare alterazioni alle gengive e secchezza del cavo orale.


La placca dentale


La placca è una patina biancastra, praticamente invisibile, che si attacca tenacemente alla superficie dei denti e delle protesi. La placca è composta principalmente da batteri, dai prodotti del loro metabolismo, nonché dai resti di cibo che, insieme, formano un deposito di un certo spessore detto anche biofilm.
La placca è pericolosa per due motivi:

  1. provoca la carie, dato che i batteri presenti nella placca trasformano in acidi gli zuccheri contenuti negli alimenti;
  2. può provocare gengiviti e parodontiti, dato che i batteri della placca possono liberare sostanze dannose per i tessuti.

L’alimentazione

Per avere una bocca sana è importante seguire un’alimentazione equilibrata.
Un consumo frequente di zucchero favorisce l’insorgere della carie, in particolar modo se i prodotti contenenti zucchero vengono consumati su un lungo periodo di tempo, masticando lentamente o ininterrottamente. Occorre inoltre prestare attenzione agli zuccheri nascosti: solo una piccola parte degli zuccheri assunti è consumata consapevolmente (ad esempio sotto forma di caramelle o di miele). La maggior parte degli zuccheri si trova nelle bevande dolci o nei prodotti preconfezionati.

I suggerimenti che seguono possono contribuire a tenere sotto controllo il consumo di zucchero:

  • Evitare di consumare cibi o bibite contenenti zucchero tra un pasto e l’altro o per ingerire i medicamenti.
  • Limitare i prodotti contenenti zucchero e preferire:
    a) frutta fresca;
    b) i surrogati dello zucchero e gli edulcoranti (ad esempio il sorbitolo, lo xilitolo, l’aspartame, l’acesulfame-K, la saccarina).


Gli spazzolini manuali


Sul mercato esiste una vasta gamma di spazzolini manuali per la pulizia meccanica dei denti.
Per essere considerato buono, uno spazzolino deve soddisfare alcune condizioni, ossia:

  • il manico deve poter essere impugnato bene e non deve scivolare di mano;
  • le setole devono essere sintetiche, sottili e  arrotondate;
  • la testa dello spazzolino deve essere arrotondata e piccola.  Per evitare ferite alle gengive e ai denti,  preferire  gli spazzolini con setole morbide. Dopo l’uso, sciacquare accuratamente lo spazzolino e lasciarlo asciugare. Lo spazzolino va sostituito al massimo dopo due mesi

 

Gli spazzolini elettrici


Esistono due tipi di spazzolini elettrici: quelli con movimenti rotatori/oscillatori e quelli a ultrasuoni.
Questi ultimi sono particolarmente indicati per le persone bisognose di cure: grazie al loro effetto idrodinamico, agiscono fin sotto le gengive, contribuendo a rimuovere il biofilm e i relativi batteri che si celano in esso.
Gli spazzolini elettrici a ultrasuoni rimuovono a fondo, ma delicatamente, le patine morbide di batteri e le leggere pigmentazioni.
Gli spazzolini elettrici sono indicati per pulire i denti dei pazienti che hanno bisogno dell’aiuto del personale curante.

Gli spazzolini speciali adattati alle esigenze individuali

Se un paziente presenta un handicap motorio, occorre utilizzare uno spazzolino speciale.
È opportuno adeguare gli spazzolini ai bisogni dei singoli pazienti con l’aiuto del fisioterapista o dell’ergoterapista. ex: Il manico di un normale spazzolino risulta più grosso grazie all’impugnatura in gomma del manubrio di una bicicletta.

La pulizia della lingua


Sulla superficie ruvida della lingua si depositano molti batteri e i residui maleodoranti della decomposizione
dei cibi. La causa principale dell’alitosi è da ricercare in questa patina che si forma sulla lingua. Di conseguenza anche la lingua andrebbe inclusa nell’igiene orale quotidiana e pulita con lo spazzolino da denti o con gli appositi strumenti.
I raschietti sono composti da una o più lamelle, che possono essere munite di setole.
Ecco come procedere
Tenere la lingua tra il pollice e l’indice e far passare il raschietto sulla lingua procedendo dalla gola alla punta della lingua.

La pulizia degli spazi interdentali

Visto che gli spazi interdentali, che rappresentano ben il 40 % della superficie totale dei denti, non vengono raggiunti dallo spazzolino, occorre pulirli con appositi strumenti. Se gli spazi interdentali si allargano a causa del normale arretramento delle gengive, si consiglia l’uso degli spazzolini interdentali.
I più adatti sono quelli a spirale, disponibili in diverse grandezze e con diversi manici. Per gli spazi interdentali più stretti, si raccomanda invece l’uso degli stuzzicadenti in plastica con punta rivestita di tessuto. Inoltre, si consiglia di sciacquare la bocca ogni giorno con un collutorio contenente fluoruri.

Per pulire gli spazi interdentali, gli spazzolini vengono introdotti con cautela e mossi un paio di volte in avanti e indietro. Gli spazzolini interdentali vanno usati senza dentifricio.

I dentifrici e i gel al fluoro


I dentifrici sono indispensabili per l’igiene orale quotidiana: le loro componenti detergenti completano
l’azione meccanica dello spazzolino per eliminare la placca, mentre gli agenti attivi in essi contenuti proteggono il cavo orale da carie, gengiviti e parodontiti.
Quando si sceglie un dentifricio, occorre prestare attenzione ai seguenti aspetti:

  1. Preferire i dentifrici al fluoro, che garantiscono una protezione ottimale contro la carie.
  2. Controllare che il dentifricio non sia troppo abrasivo, in particolare per non consumare la dentina in caso di colletti scoperti.
  3. In caso di dubbi sulla scelta e sull’uso del dentifricio, rivolgersi al medico dentista o all’igienista dentale.

I gel al fluoro e i dentifrici speciali con un alto contenuto di fluoruro sono particolarmente adatti alla profilassi intensiva della carie e al trattamento dei colletti sensibili. Generalmente questi prodotti vengono utilizzati una volta alla settimana a complemento dell’igiene orale quotidiana. In casi speciali, possono essere applicati tutti
i giorni per un periodo limitato. Concordare l’uso di questi prodotti con il medico dentista o l’igienista dentale.
I dentrifrici al fluoro per la profilassi della carie sono indicati per tutti i pazienti che dispongono ancora dei loro denti.
Gel al fluoro e dentrifrici speciali ad alto contenuto di fluoruro per la profilassi intensiva della carie.

I colluttori orali e i prodotti antisettici

I risciacqui orali contenenti fluoruri aumentano la riserva di fluoruro presente nello smalto dei denti grazie all’uso dei dentifrici e, di conseguenza, riducono l’insorgenza dalla carie. I risciacqui arrivano anche nei punti difficilmente raggiungibili con lo spazzolino (ad esempio gli spazi interdentali).
Sul mercato vi sono inoltre dei collutori contenenti sostanze in grado di diminuire la sensazione di dolore dei colletti sensibili.
I prodotti antisettici per l’igiene orale contengono sostanze antibatteriche: le più diffuse e testate clinicamente sono la clorexidina (con una concentrazione tra lo 0,1 e lo 0,2%), il fluoruro amminico |fluoruro stannoso e il triclosan.
Questi prodotti vanno utilizzati solo per periodi limitati, ad esempio dopo un intervento chirurgico o in caso di infiammazione causata dalla protesi, e devono essere prescritti dal medico dentista o dall’igienista dentale. I prodotti antisettici vengono utilizzati in soluzione per risciacqui o localmente, ad esempio sotto forma di gel sui denti e sui ganci delle protesi.
Risciacqui contenenti fluoruro. Se il medico non prescrive altrimenti, sciacquare la bocca una volta al giorno con 10 ml di soluzione  per un minuto, sputare e non sciacquare con l’acqua.
Prodotti antisettici contenenti clorexidina sotto forma di risciacqui orali, gel o spray. Di norma, vanno utilizzati per un periodo limitato di tempo su indicazione del medico dentista o dell’igienista dentale.

Pulire i denti dopo ogni pasto, almeno due volte al giorno, senza esercitare un’eccessiva pressione.


Pazienti in grado di pulirsi i denti da soli

Evitare di imporre alle persone anziane, che sono ancora in grado di pulirsi da sole i denti, nuove tecniche di pulizia dentale. Nella maggior parte dei casi basta modificare le abitudini sbagliate, in particolare i movimenti orizzontali. I denti vanno puliti eseguendo piccoli cerchi o piccoli movimenti verticali (le setole devono essere tenute perpendicolari rispetto alla superficie dei denti e alle gengive).


Pazienti che non sono in grado di curare la propria igiene orale

Pulire le facce esterne procedendo come illustrato al punto precedente. Per le facce interne, pulire  un dente alla volta. Il manico dello spazzolino va tenuto inclinato verso l’alto, rispettivamente  verso il basso.
Se il paziente non può o non vuole aprire la bocca, si consiglia l’uso dell’open-wide. Altrimenti mettere il pollice nel vestibolo della mandibola e premere verso il basso. Se non è possibile pulire i denti una volta al giorno, applicare con un dito o con un bastoncino di ovatta per l’igiene orale (Dental Swab) del gel alla clorexidina sulle facce esterne e interne dei denti. In alternativa si può usare uno spray alla clorexidina.
A complemento dell’igiene orale, una volta  alla settimana utilizzare eventualmente un gel al fluoro.
Igiene orale al letto del paziente
Se possibile, utilizzare le tecniche illustrate precedentemente.
Se non è possibile pulire i denti, procedere nel seguente modo: due volte al giorno pulire i denti, le gengive e le mucose con una garza, un bastoncino ginecologico o uno di ovatta per l’igiene orale (Dental Swab) imbevuti di collutorio o di Kamillosan.
In caso di labbra secche, usare un po’ di vaselina o di Vita Merfen.
Per i pazienti che soffrono di secchezza del cavo orale, si consiglia l’uso di un sostituto della saliva, ad esempio il risciacquo o il gel Aldiamed.
Queste misure d’igiene orale vanno seguite anche per i pazienti nutriti artificialmente con una sonda
gastrica. Nell’ambito delle cure palliative, assicurarsi che le mucose e il cavo orale siano sempre umidi.

La pulizia delle protesi


I batteri, la placca e il tartaro si annidano anche sulle protesi; inoltre le protesi possono macchiarsi
o scolorarsi. Occorre quindi pulire la protesi amovibile tutti i giorni per evitare infiammazioni e funghi alle mucose e per proteggere la dentatura residua dalla carie e dalla parodontite.
Controllare la protesi quando è asciutta: le colorazioni biancastre stanno a indicare che la protesi
non è stata pulita bene. Le calcificazioni e il tartaro possono essere rimossi nel seguente modo: immergere
la protesi per una o due ore in una soluzione composta da 1/ 3 d’aceto alimentare bianco e da 2/ 3 d’acqua. In seguito pulire la protesi conformemente alle istruzioni che seguono. Di tanto in tanto sarebbe opportuno pulire la protesi con un apparecchio a ultrasuoni.
Anche i ganci delle protesi e la dentatura residua vanno puliti con strumenti adeguati.
Cosa serve per pulire una protesi?
Uno spazzolino per dentiere e un sapone o un prodotto per le stoviglie a pH neutro. Non utilizzare
dentifrici, perché potrebbero graffiare la protesi.
Come si pulisce una protesi?
Pulire la protesi con lo spazzolino e il sapone finché non vi è più alcuna traccia di sporco.
Per le facce interne usare la parte piccola dello spazzolino, per le facce esterne la parte grande.
Quando si pulisce una protesi?
Pulire accuratamente la protesi una volta al giorno con l’apposito spazzolino. Dopo i pasti, sciacquarla
sotto l’acqua corrente per rimuovere i resti di cibo.
Diversi spazzolini per pulire le protesi. Possono venir utilizzati sia dal paziente che dal personale curante
Preparativi per la pulizia di una protesi: riempire il lavandino d’acqua per evitare che, cadendo, la protesi si rompa. Per pulire la protesi, indossare i guanti. Per pulire le facce esterne, utilizzare la parte più grande dello
spazzolino. La parte più piccola dello spazzolino viene utilizzata perle facce interne.
Come si conserva una protesi?
Dopo aver pulito accuratamente la protesi, riporla in un contenitore asciutto! Prima di rimettere la protesi, sciacquare bene la bocca e bagnare la protesi.
Igiene orale
Se vengono utilizzati prodotti adesivi, pulire le creste  alveolari ed, eventualmente, il palato e la lingua
con uno spazzolino o un tampone morbido.
Se la protesi provoca dolori, se non è ben fissa o se è danneggiata, occorre mostrarla al medico dentista. In caso di protesi parziale, applicare una volta alla settimana un gel al fluoro sulla dentatura residua per evitare l’insorgere della carie.
Controllo della mucosa della bocca
In caso di sospetta affezione alla mucosa orale, consultare un medico dentista!
Spesso i pazienti diabetici non percepiscono i punti di pressione dolorosi. In questo modo, però, rischiano di danneggiare in maniera seria le mucose e le creste alveolari e di essere confrontati con:
– una stomatite da protesi in caso di igiene orale insufficiente (preparati CHX);
– stati infiammatori, ad esempio dei tessuti che circondano un impianto (periimpiantite);
– altre alterazioni (l’infiammazione dell’angolo della bocca, ad esempio, indica una protesi mal posizionata o una carenza da vitamina A, B, C o D).

Gli impianti dentali


Sono sempre più numerose le persone che hanno impianti dentali nella bocca. Gli impianti sono delle radici
dentali artificiali, generalmente di titanio, inserite nell’osso mascellare. Su queste radici viene fissata
la protesi fissa o amovibile. Gli impianti possono essere puliti come i denti naturali. In caso di infiammazione
dei tessuti che circondano un impianto, consultare il medico dentista, che prescriverà una terapia adeguata. Per pulire gli impianti degli ospiti di una casa per anziani si possono usare spazzolini speciali, il filo interdentale, gli stuzzicadenti e i risciacqui o gli spray contenenti fluoro o antibatterici.

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Ringraziamento
Il presente «Manuale d’giene orale» è stato rielaborato nell’ambito dell’azione Salute orale in Svizzera 2008 «Un bel sorriso non ha età». Il manuale si rifà a una pubblicazione sull’igiene orale del Ministero della sanità pubblica di Denver, nel Colorado (USA). Gli autori delle precedenti versioni del 1991 (in italiano), del 2000 (in tedesco) e del 2001 (in francese) del nostro manuale erano il dott. med. dent. Michel Deslarzes, l’igienista dentale
Susan Padrutt, il prof. dott. med. dent. Philippe de Crousaz, il dott. med. dent. Daniel Cotting e il dott. med. dent. Giorgio Menghini. Ringraziamo la prof. dott. med. dent. Regina Mericske-Stern, la PD dott. med. dent. Ina Nitschke e la dott. med. dent. Marion Sauter per il loro competente sostegno e per aver curato le illustrazioni della presente edizione. Ringraziamo inoltre il prof. de Crousaz, il dott. med. dent. Philippe
Mojon, il dott. med. dent. Tazio Gada e l’igienista dentale Rebecca Tas, che hanno completato e riletto in maniera critica la presente edizione.

 

 

 

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